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La riscoperta di una coltivazione antica

La frutta secca fa bene, come sostiene da anni Nucis Italia, non solo alla salute ma anche all’economia. Da anni, infatti, crescono i consumi e, con essi, la produzione nazionale.

Il trend positivo coinvolge tanti prodotti che storicamente sono stati una fonte di sostentamento per tante realtà rurali e montane. La nocciola ad esempio, che, complice il segno meno di tradizionali Paesi esportatori, è protagonista di un forte rilancio nel nostro paese, che si posiziona attualmente come secondo paese produttore a livello mondiale con una quota del 14%. Le stime relative al raccolto quest’anno si attestano sulle 130.000 tonnellate, contro le 127.000 rilevate dall’Istat nel 2015 su una superficie di circa 68.600 ettari. Ottime performance anche per quanto riguarda le rese produttive, frutto di una filiera collaudata ed efficiente, in grado di garantire elevati standard qualitativi sia per le nocciole a destinazione industriale (circa il 70% della produzione), sia per il consumo fresco.

Tra le regioni tradizionalmente più vocate alla produzione di nocciole, abbiamo la Campania, stabile da un triennio con 20.000 ettari, e il Piemonte con quasi 15.600 ettari. In particolare, la famosa cultivar Tonda Gentile Igp sta vivendo un momento di grande interesse da parte dei frutticoltori Piemontesi sono sempre più numerosi i produttori che stanno riconvertendo la produzione. a beneficio di una coltivazione di eccellenza che fa bene anche al territorio.

Una concreta ripresa delle produzioni che è destinata a riflettersi positivamente anche sul mondo del lavoro: facile prevedere che ne gioveranno soprattutto i giovani, che stanno tornando a guardare con interesse al mondo dell’agricoltura e a investire sulle sue potenzialità di sviluppo. 

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