Back to work: frutta secca per contrastare la stanchezza da rientro


Tra i cibi super energetici c’è sicuramente la frutta secca che, con soli 30 g, riesce a dare nuovo vigore alle nostre forze.

Per tanti la fine delle ferie estive e il “back to work” possono comportare un mix di malinconia, stanchezza e ridotta concentrazione. Per tornare alla normale routine è quindi necessaria una dose “extra” di energia, importante per essere di nuovo lucidi e concentrati e avere prestazioni ottimali, anche sul lavoro.

Ovviamente se si parla di energia non si può non parlare di alimenti: il naturale carburante del nostro organismo. E tra i cibi super energetici c’è sicuramente la frutta secca che, con soli 30 g, riesce a dare nuovo vigore alle nostre forze.

Pratica e tascabile, la frutta secca è una fonte concentrata di energia, grassi ‘buoni’ e minerali e vitamine che possono contribuire a diverse funzioni cognitive e psicologiche.

Ad esempio, il magnesio, presente in quantità significative in anacardi, mandorle e pinoli, contribuisce tra le altre cose alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento, alla normale funzione psicologica e al normale funzionamento del sistema nervoso. Anche il rame, presente in quantità significative in praticamente tutte le tipologie di frutta secca, contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso, mentre ferro e zinco, contenuti in quantità significative rispettivamente in pistacchi, anacardi e pinoli, contribuiscono alla normale funzione cognitiva. Anche alcune vitamine come la tiamina e la niacina, presenti in particolar modo in pistacchi, noci di macadamia e arachidi (niacina) contribuiscono al normale funzionamento del sistema nervoso e alla normale funzione psicologica.

I numerosi micronutrienti che contribuiscono alle funzioni cognitive, psicologiche e nervose non sono l’unico motivo per cui la frutta secca può essere la giusta ricarica alla fine dell’estate. Il suo apporto energetico è perfetto per lo spuntino: una porzione da 30 g apporta da un massimo di 220 kcal, come nel caso delle noci di macadamia, a 180 kcal come i pinoli, ovvero circa il 10% del fabbisogno energetico giornaliero di un adulto medio.

Infine, a confermare l’importanza di questi alimenti per il cervello contribuisce anche la ricerca scientifica. Diversi studi infatti sostengono che la combinazione sinergica tra nutrienti e composti bioattivi presenti nella frutta secca abbia effetti così positivi da poter diventare in futuro una strategia terapeutica nel trattamento delle malattie neurodegenerative e del declino cognitivo legato all’età (1).

Riferimenti

  1. Pribis, P., & Shukitt-Hale, B. (2014). Cognition: the new frontier for nuts and berries. The American journal of clinical nutrition100(suppl_1), 347S-352S.

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