Natural background made from different kinds of nuts.

I benefici del consumo di noci, nocciole, mandorle e altri frutti in guscio riguardano anche il pianeta, oltre che la nostra salute. Infatti, per sfamare 10 miliardi di persone, nel 2050, sarà necessario adottare uno stile alimentare sostenibile dal punto di vista ambientale. Di questo si sono occupati 30 scienziati provenienti da tutto il mondo, che hanno studiato per 2 anni quali dovrebbero essere le linee guida per la cosiddetta “dieta universale”, sostenibile per il pianeta e capace di sfamare tutte le persone che vi abitano.

I risultati di questo lavoro sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica inglese The Lancet e naturalmente a noi non è sfuggito il ruolo importante che la frutta secca, in particolare quella in guscio, avrebbe in questa “dieta del futuro”. Nello studio si consiglia infatti di mangiare 50 g al giorno di frutta in guscio (nocciole, noci, mandorle, anacardi, pistacchi…), ben 20 g in più di quelli attualmente consigliati dalle linee guida ufficiali.

Per capirne le ragioni abbiamo chiesto alla prof.ssa Alessandra Bordoni, docente di Scienza dell’Alimentazione, Nutrizione Umana e Biochimica presso l’Università Alma Mater di Bologna e Presidente del Comitato scientifico di Nucis Italia.

Professoressa Bordoni, perché nello studio della EAT-Lancet Commission vengono consigliati 50 g al giorno di frutta secca?

L’obiettivo primario di questo lavoro è quello di fornire delle indicazioni per una dieta salutare ed equilibrata ma allo stesso tempo sostenibile dal punto di vista ambientale. Poiché la frutta in guscio è molto ricca di proteine vegetali, gli scienziati suggeriscono di consumare questa categoria di alimenti come fonte di proteine, riducendo invece il consumo di proteine animali. Si stima infatti che con l’aumento della popolazione, tra pochi decenni non sarà più possibile produrre abbastanza proteine di origine animale per soddisfare il fabbisogno mondiale e allo stesso tempo garantire la sostenibilità delle risorse ambientali.

In che modo, quindi, consiglierebbe in inserire questa quantità di frutta in guscio nella dieta quotidiana?

Al fine di mantenere un equilibrio dal punto di vista calorico, occorre che l’inserimento nella dieta di qualsiasi alimento, e quindi anche della frutta a guscio, sia in sostituzione di altri alimenti e non “in aggiunta”. Ovviamente a patto che la sostituzione sia valida da un punto di vista nutrizionale. La frutta a guscio è ricca di molti nutrienti, quindi va benissimo sostituirla ad altri snack ricchi di zuccheri e grassi, meno validi dal punto di vista nutrizionale. Altrimenti può essere inserita all’interno di un pasto principale, utilizzandola come ingrediente di una ricetta in sostituzione di altri ingredienti meno salutari, ad esempio la pancetta. L’indicazione, quindi, è quella di fare spazio alla frutta a guscio riducendo i quantitativi di altri alimenti, considerandola anche come una buona fonte di proteine.

Nell’ottica di salvaguardare le risorse del pianeta, lo studio della EAT-Lancet Commission sottolinea l’importanza di aumentare il consumo di alimenti di origine vegetale, riducendo quelli di origine animale. Nella dieta giornaliera suggerita nel documento, le due principali fonti di proteine sono i legumi e la frutta in guscio, da consumare rispettivamente nella misura di 75 g e 50 g al giorno. Per completare l’apporto di proteine, sempre secondo quando indicato nello studio, si potranno assumere circa 60 g di carne bianca o pesce, mentre la quantità di carne rossa e uova non dovrebbe superare i 30 g al giorno.

Per leggere lo studio completo e trovare tutte le indicazioni sulla “dieta universale” clicca su questo link: https://eatforum.org/content/uploads/2019/01/EAT-Lancet_Commission_Summary_Report.pdf

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