Studi epidemiologici

Le prime evidenze si sono avute in studi prospettici osservazionali come l’ Adventist Health Study (1992), condotto su 31.208 soggetti di razza caucasica. In questo studio è stato osservato che gli individui che consumavano regolarmente frutta secca (25g per almeno 4-5 volte alla settimana) avevano una riduzione del rischio di infarto miocardico del 51% rispetto a quelli che non ne consumavano. Studi più recenti – Women’s Health Study (1996), Harvard Nurse’s Health Study (1998) e Physician’s Health Study (2002) – hanno confermato questi primi dati.

Evidenze cliniche

Numerose evidenze cliniche controllate hanno in seguito dimostrato l’effettiva riduzione del rischio di eventi cardiovascolari in chi consuma regolarmente frutta secca. Questa riduzione non sembra essere dovuta solamente all’azione sui livelli di colesterolo totale ed LDL (relativa ai grassi insaturi contenuti nella frutta secca), ma essere legata anche a complessi meccanismi ricollegabili all’attività di altri componenti della frutta secca. Essa è, infatti, l’alimento di origine vegetale più ricco in fibre le quali/che sono capaci di ridurre i livelli di colesterolo in modo autonomo. Le fibre inibiscono l’assorbimento del colesterolo ed inibiscono la produzione a livello epatico di colesterolo.
La frutta secca contiene proteine di origine vegetale ricche in arginina, un aminoacido implicato nel rilassamento della muscolatura vascolare ed in altre importanti azioni a livello dei vasi sanguigni. E’ ricca inoltre di vitamine (come la vitamina E) e flavonoidi ad azione antiossidante, capaci di inibire la formazione della placca ateromasica, nonché di fitosteroli capaci, a loro volta, di inibire l’assorbimento del colesterolo.
Infine la frutta secca contiene quantità variabili da frutto a frutto di rame, selenio (una porzione di noci del brasile ne contiene il 100% del fabbisogno giornaliero) e magnesio, sostanze implicate nel metabolismo del colesterolo e nella prevenzione delle lesioni aterosclerotiche.
Il consumo giornaliero di queste sostanze contenute in un unico alimento probabilmente spiega la marcata riduzione della mortalità osservata prima negli studi epidemiologici e confermata poi dagli studi clinici controllati.

malattie cardiovascolari
Riduzione del rischio relativo di malattia coronarica nei soggetti che consumano regolarmente frutta secca. La review prende in considerazione I principali studi epidemiologici ed osservazionali. (Adattato da Kris-Etherton et al, 2001)

Nel 2002 l’International Tree Nut Council Nutrition Research and Education Foundation (INC NREF) ha richiesto all’FDA la possibilità di usare nella promozione della frutta secca il messaggio che essa aiuta a combattere le malattie cardiovascolari; la richiesta era accompagnata da più di 30 studi clinici controllati che dimostravano consumare regolarmente frutta secca migliora il quadro lipidico e reduce il rischio di malattie cardiache. Di conseguenza sostituire con la giusta quantità di frutta secca snack ed altri cibi ricchi di grassi saturi, caratteristici della dieta degli americani, può comportare un significativo contributo alla salute pubblica.
Nel 2003 l’FDA ha autorizzato INC NREF ad utilizzare il seguente messaggio promozionale:
‘Scientific evidence suggests but does not prove that eating 1.5 ounces per day of most nuts as part of a diet low in saturated fat and cholesterol may reduce the risk of heart disease’